Uva da tavola, stagione difficile.
Giacovelli: futuro di nicchia per le varietà con semi

Published on
22 Gennaio 2014
Vincenzo Perrini

L’uva da tavola ha vissuto un 2013 di forti stress che ha delineato in modo chiaro le esigenze di mercato dei prossimi anni.

 L'analisi è di Pietro Giacovelli, titolare dell’azienda Giacovelli Srl, che nel 2013 ha confermato un trading di 15.000 tonnellate di uva da tavola, di cui oltre l’80% dei su canali commerciali esteri.
"L’annata agraria - dice Giacovelli - non ha favorito produzioni di eccellente qualità, per squilibri nella fase di fioritura e crescita del frutto, in particolare negli impianti privi di copertura per l’anticipo. In secondo luogo, il mercato è stato segnato da conferimenti non all'altezza: nel 2012 l’uva da tavola destinata alla trasformazione di succhi d’uva e mosto muto realizzava prezzi molto elevati, arrivando a competere con le quotazioni per il consumo fresco. Questa scia di entusiasmo tra i produttori ha spinto nel 2013 a minimizzare gli interventi in campo di acinatura e cura del grappolo, ipotizzando una seconda annata di conferimento redditizio nelle cantine. 

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